LinC invita tutte tutte le componenti dell'università di Sc. Politiche studenti, personale ATA, dottorandi, assegnisti, ricercatori e professori all'incontro aperto che si terrà in Facoltà il giorno 8 ottobre. Vorremmo che questo sia un primo momento dove poter discutere insieme la portata della L133 per l'Università e la possibilità di intraprendere un percorso comune per fermarla.
Mentre tutti eravamo in vacanza e nel silenzio generale dei media il Governo ha approvato
una manovra economica che di fatto infligge un colpo mortale all’istruzione pubblica e in
particolar modo all’Università.
In sintesi la L133/2008 prevede per i prossimi anni:
- La riduzione del 20% dei fondi statali destinati all’Università ( 1441 milioni di euro
in meno dal 2009 al 2013).
- Il blocco delle assunzioni; a fronte di 5 pensionamenti è prevista un’unica
assunzione.
- La trasformazione delle Università in fondazioni private.
Come lo stesso Preside di Facoltà Checchi ha segnalato in un suo articolo (v. lavoce.info.it)
questi tagli rendono impossibile l’ordinario funzionamento dell’Università e la
costringeranno ad aumentare le tasse universitarie, a ridurre l’offerta formativa, i fondi di
ricerca, le borse di dottorato e le risorse per i dipartimenti.
La stessa legge offre un’ingannevole via d’uscita che darebbe chiaramente alle Università il
colpo di grazia: la loro trasformazione in Fondazioni private. Questo scenario porterebbe ad
una loro privatizzazione che orienterebbe la ricerca a soddisfare gli interessi dei finanziatori
privati e ad una forte penalizzazione delle facoltà “meno redditizie”.
Chiaramente i più colpiti saranno i giovani che intendono seguire la via accademica postlaurea:
per loro il blocco del turn-over e i tagli alla ricerca significheranno la chiusura delle
possibilità di lavoro e quindi un ulteriore incentivo ad allontanarsi dall’Italia.
Docenti e ricercatori stanno già da più parti lanciando segnali di allarme ma
tocca a noi studenti in primo luogo difendere un’Università pubblica, un reale diritto
allo studio e la necessità di una ricerca libera, autonoma e non orientata al profitto
bensì all’interesse della società tutta. Tocca a noi difendere il nostro futuro e quello
delle prossime generazioni.
“Noi non ereditiamo la terra dai nostri genitori, la prendiamo in prestito dai nostri figli”
(proverbio keniota)
LinC – Lavori in Corso
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